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La professione di Ingegnere meccanico

Percorso formativo e caratteristiche occupazionali: tutto quello che c’è da sapere sui laureati che svolgono questa professione.

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati permettono di valutare le performance formative e gli esiti occupazionali dei laureati che, a cinque anni dal titolo, svolgono la professione di Ingegnere meccanico.

 

Il profilo dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere meccanico

Il 95,9% dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere meccanico ha conseguito una laurea magistrale biennale in ambito ingegneristico, in particolare nella classe di laurea in Ingegneria meccanica (73,1%), seguita a distanza da Ingegneria aerospaziale e astronautica (6,9%).
Si tratta di una professione a prevalenza maschile (87,9%), svolta da laureati che hanno raggiunto il titolo, in media, a 26,5 anni. L’80,1% ha terminato gli studi al più entro un anno fuori corso (il 42,1% ha concluso nei tempi previsti dall’ordinamento), ottenendo un voto medio di laurea pari a 106,8 su 110.
Il 14,6% dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere meccanico nel proprio curriculum formativo conta esperienze di studio all’estero riconosciute dal proprio corso di laurea e nel 54,4% dei casi tirocini formativi curriculari.
Si dichiarano soddisfatti del percorso universitario concluso: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, il 75,5% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

 

Le caratteristiche della professione di Ingegnere meccanico

Nell’analisi della figura professionale dell’Ingegnere meccanico è fondamentale tenere presente che il 57,9%, una volta terminati gli studi universitari, ha proseguito la formazione post-laurea: in particolare svolgendo stage in azienda (33,9%), altra attività sostenuta da borsa di studio o assegno (9,3%), ma anche corso di formazione professionale promosso da enti pubblici (7,0%).
Il 4,2% degli Ingegneri meccanici è impegnato in attività autonome (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), l’86,8% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 7,4% con un contratto non standard (prevalentemente a tempo determinato). Il lavoro part-time riguarda lo 0,8% degli occupati e la retribuzione è pari, in media, a 1.828 euro netti mensili. Il 96,2% lavora nel settore privato. È occupato nell’industria metalmeccanica e meccanica di precisione il 67,9%, dell’industria chimica ed energia l’11,5% e dell’industria manifatturiera il 6,4%.
Il 58,4% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università; il 38,1% dichiara di utilizzarle in misura ridotta, mentre il 3,1% per nulla.