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La professione di Ingegnere industriale e gestionale

Percorso formativo e caratteristiche occupazionali: tutto quello che c’è da sapere sui laureati che svolgono questa professione.

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati permettono di valutare le performance formative e gli esiti occupazionali dei laureati che, a cinque anni dal titolo, svolgono la professione di Ingegnere industriale e gestionale.

 

Il profilo dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere industriale e gestionale

L’ 88,3% dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere industriale e gestionale ha conseguito una laurea magistrale biennale in ambito ingegneristico, in particolare nelle classi di laurea in Ingegneria gestionale (47,3%) o Ingegneria meccanica (15,9%).
Si tratta di una professione a prevalenza maschile (64,1%), svolta da laureati che hanno raggiunto il titolo, in media, a 26,4 anni. Il 78,8% ha terminato gli studi al più entro un anno fuori corso (il 40,5% ha concluso nei tempi previsti dall’ordinamento), ottenendo un voto medio di laurea pari a 104,8 su 110.
Il 19,9% dei laureati che svolgono la professione di Ingegnere industriale e gestionale nel proprio curriculum formativo conta esperienze di studio all’estero riconosciute dal proprio corso di laurea e nel 57,4% dei casi tirocini formativi curriculari.
Si dichiarano soddisfatti del percorso universitario concluso: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, l’81,1% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

 

Le caratteristiche della professione di Ingegnere industriale e gestionale

Nell’analisi della figura professionale di Ingegnere industriale e gestionale è fondamentale tenere presente che il 75,4%, una volta terminati gli studi universitari, ha proseguito la formazione post-laurea: in particolare svolgendo stage in azienda (54,0%), master non universitario (11,9%), ma anche master di secondo livello (11,6%).
Il 4,3% degli Ingegneri industriali e gestionali è impegnato in attività autonome (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), l’83,8% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre l’8,7% con un contratto non standard (prevalentemente a tempo determinato). Il lavoro part-time riguarda il 2,7% degli occupati e la retribuzione è pari, in media, a 1.783 euro netti mensili. Il 96,4% lavora nel settore privato. È occupato nel ramo dell’industria metalmeccanica e meccanica di precisione il 33,5%, dell’industria chimica ed energia il 20,9% e dell’industria manifatturiera il 17,3%.
Il 46,8% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università; il 48,3% dichiara di utilizzarle in misura ridotta, mentre il 4,9% per nulla.