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La triennale in Ingegneria industriale, dalla formazione al mercato del lavoro

Caratteristiche, percorso formativo e sbocchi professionali: tutto quello che c’è da sapere sui laureati di primo livello in Ingegneria industriale.

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati permettono di analizzare le caratteristiche dei laureati dei corsi di studio della classe triennale di Ingegneria industriale e di valutarne gli esti occupazionali.

 

Il profilo dei laureati in Ingegneria industriale

Nel corso di laurea in Ingegneria industriale si studia prevalentemente Ingegneria Industriale, Matematica e Ingegneria dell'Informazione. I laureati di tale percorso sono in prevalenza uomini (75,1%), ottengono il titolo triennale in media a 24,0 anni, impiegando 4,5 anni (rispetto ai 3 anni previsti dall’ordinamento), con un voto medio di laurea pari a 96,4 su 110. Durante gli studi il 4,4% dei laureati in Ingegneria industriale ha svolto esperienze di studio all’estero riconosciute dal proprio corso di laurea, mentre il 33,1% ha svolto tirocini formativi curriculari.
Si dichiarano soddisfatti del percorso universitario appena concluso: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, il 72,9% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.  

Su Universitaly, scegliendo la classe di primo livello in “Ingegneria industriale (L-9)”, è possibile vedere i corsi di laurea e gli Atenei tra cui scegliere.

 

 

Le scelte formative e gli esiti occupazionali dei laureati in Ingegneria industriale

Dopo l’ottenimento della laurea di primo livello in Ingegneria industriale l’86,9% dei laureati prosegue gli studi iscrivendosi a un corso di laurea magistrale: i percorsi più scelti sono Ingegneria meccanica  (34,2%) e Ingegneria gestionale (24,0%).

Il 12,8%, invece, decide di entrare direttamente nel mercato del lavoro, senza essersi mai iscritto a un altro corso di laurea.

Tra chi non prosegue con gli studi, il tasso di occupazione a dodici mesi dalla laurea di primo livello in Ingegneria industriale è pari al 76,2%.

Il 54,1% degli occupati ad un anno si è inserito nel mercato del lavoro solo dopo il conseguimento del titolo; il 18,6%, invece, lavorava al momento della laurea ma ha successivamente cambiato lavoro, mentre il 27,2% prosegue, ancora dopo un anno, il lavoro iniziato prima del conseguimento del titolo.

Il 6,4% degli occupati, dopo un anno dalla laurea, è impegnato in attività autonome (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), il 31,4% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, il 18,1% con contratti formativi, mentre il 34,9% con un contratto non standard (prevalentemente a tempo determinato).

Il lavoro part-time riguarda il 12,1% degli occupati e la retribuzione mensile è pari, in media, a 1.295 euro netti. Il 94,7% lavora nel settore privato. È occupato nell’industria metalmeccanica e meccanica di precisione il 35,8% dei laureati, nell’industria manifatturiera il 9,8% e nel ramo del commercio il 9,2%.
Il 34,0% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università; il 51,8% dichiara di utilizzarle in misura ridotta, mentre il 14,1% per nulla.

 

 
 
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