Work-Life Balance e Welfare Aziendale: dati, normativa e strategie vincenti

Il tempo è senza dubbio uno dei beni più preziosi a disposizione delle persone. Per questo è necessario che anche il mondo del lavoro ne tenga conto, dandogli il giusto significato. Come? Con azioni concrete di welfare aziendale, volte a garantire il giusto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata.

Già nel 2017, Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, nel definire i 20 Pilastri europei dei Diritti Sociali hanno portato alla luce il complesso concetto di work-life balance come “Equilibrio tra attività professionale e vita familiare”, ponendo l’accento su regole fondamentali riguardo congedi, modalità di lavoro flessibili e accesso ai servizi di assistenza.

Negli anni questo concetto si è amplificato e oggi l’attenzione del sistema lavorativo verso il wellbeing aziendale e il benessere dei lavoratori è sempre più alta, con l’obiettivo di creare un ambiente sereno e un’organizzazione che lasci pieno spazio ad attività di interesse personale, familiare e alle libertà relazionali. Tutto ciò a beneficio dell’employer branding e della produttività delle risorse umane.

 

L’ampio quadro del welfare aziendale tra benefit, benessere organizzativo e work-life balance

Il quadro delle possibili iniziative di welfare aziendale è molto ampio e include un’importante varietà di benefit e prestazioni erogati in favore dei dipendenti e delle loro famiglie per migliorarne la qualità della vita.

Gli esempi più comuni includono assicurazione sanitaria, programmi di previdenza complementare, assegni per l'asilo nido, sussidi per il trasporto, servizi di assistenza all'infanzia, programmi di benessere e fitness, consulenza finanziaria, flessibilità nell'orario di lavoro, congedi parentali retribuiti e molto altro ancora.

A seconda della tipologia è possibile distinguere 4 grandi famiglie di servizi di welfare aziendale:

  • Benessere e salute fisica, mentale e relazionale;
  • Work-Life Balance;
  • Mobilità;
  • Mensa aziendale e Buoni Pasto.

Questi benefici, inoltre, possono essere categorizzati anche in base al trattamento fiscale riservato dalle normative in:

  • Fringe benefit
    benefici accessori regolati dal contratto individuale di lavoro come parte integrante del reddito e quindi soggetti a tassazione;
     
  • Flexible benefit
    benefici flessibili stabiliti a livello aziendale o dalla contrattazione collettiva, in buona parte esclusi dalla tassazione (secondo quanto stabilito dall’art. 51 del Testo Unico sulle Imposte e sui Redditi).

 

Work-Life Balance e welfare aziendale: quali vantaggi?

Nell'ambito del welfare aziendale, quindi, si inserisce anche l’obiettivo della conciliazione tra vita privata e vita a lavoro, il work-life balance appunto, che permette una distribuzione del tempo e delle energie in maniera equa tra le due componenti principali della vita di una persona.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’iper-connessione, le forti pressioni e i carichi di lavoro eccessivi possono essere l’anticamera di problemi di salute, principalmente cardiaci. Inoltre lo stress lavoro correlato può incidere in maniera negativa sul benessere psicologico dei lavoratori, causando disagi importanti.

Favorire il work-life balance, quindi, è una strategia chiave per aumentare la soddisfazione dei lavoratori e, di conseguenza, la loro motivazione e la loro resa, a tutto vantaggio del team e degli obiettivi dell’azienda sia in termini di reputazione e corporate branding, sia dal punto di vista della retention del personale

I dipendenti valorizzati e supportati nelle loro esigenze di vita, sono meno stressati e tendono a legarsi fortemente all'azienda e ciò è sempre più importante, considerando il contesto attuale in cui è cresciuto, proprio in relazione a queste tematiche, il fenomeno della "Great Resignation".

 

Work-Life Balance in Italia e in Europa: la situazione attuale

Definito il fenomeno, passiamo ai numeri. Dalle statistiche arrivano dati contrastanti sulla situazione italiana. 

L’European Work-Life Balance 2023 realizzato da Remote, che ogni anno rileva diversi fattori legati al benessere aziendale in 30 Paesi europei come congedo di maternità, congedo annuale obbligatorio, livello di felicità complessivae da quest’anno anche orario di lavoro medio e inclusività LGBTQ+, classifica l’Italia al 27esimo posto con un punteggio di 55.71 su 100. In cima a questa classifica troviamo Lussemburgo, Spagna e Francia. 

Di tutt’altro avviso, invece, è l’OECD, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che nel suo Better Life Index propone una fotografia estremamente positiva del lavoro nel Belpaese, ponendolo al primo posto nella classifica del work-life balance, se considerato a confronto con altri paesi dell’OCSE, quindi anche extra europei. A trainare questo risultato è, in particolare, il fatto che “circa il 3% dei dipendenti ha orari di lavoro retribuito molto lunghi, una percentuale molto inferiore rispetto alla media OCSE del 10%”. Inoltre, il tempo medio dedicato alla cura personale e al tempo libero (16,5 ore al giorno) è considerato alto. 

In generale la percezione sul tema da parte degli stessi lavoratori rimane negativa: secondo i dati rilevati dall'Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, il 45% degli occupati italiani dichiara di aver cambiato lavoro nell'ultimo anno o di avere intenzione di farlo da qui a 18 mesi e di questi, ben il 18% è proprio alla ricerca di un’armonia maggiore tra vita professionale e vita privata.

 

Gli interventi normativi a tutela del Work-Life Balance

Sul tema non poteva mancare anche l’intervento delle istituzioni pubbliche. Con la Direttiva (UE) 2019/1158 sono state stabilite nuove norme per migliorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata di genitori e prestatori di assistenza.

In questa direttiva sono state introdotte diverse novità:

  • Nuovi livelli minimi relativi al congedo di paternità
    con il diritto dei padri lavoratori di avere almeno 10 giorni lavorativi di congedo in concomitanza con la nascita di un figlio.
     
  • Congedo parentale
    con il diritto di beneficiare di almeno 4 mesi di congedo (di cui 2 retribuiti) da usufruire in maniera flessibile.
     
  • Accordi di lavoro flessibili
    con la possibilità dei genitori con figli fino a 8 anni di avere maggiore flessibilità su orari e luoghi di lavoro.
     
  • Congedo per caregivers
    con il diritto di beneficiare di almeno 5 giorni nel corso di un anno per prestare assistenza a un parente o a un convivente.
     

Ogni Direttiva europea dev’essere recepita nell’ordinamento degli Stati nazionali entro 3 anni e, infatti, nel 2022 l’Italia ha approvato il cosiddetto Decreto Work-Life Balance (Decreto legislativo n. 105/2022), confermando sostanzialmente quanto stabilito a livello europeo con alcuni elementi aggiuntivi peculiari relativi allo smart working, anche alla luce della situazione generata dal COVID-19.

 

Come migliorare il Work-Life Balance?

In definitiva, migliorare il work-life balance è un obiettivo ambizioso ma fondamentale per creare un ambiente di lavoro sano, produttivo e gratificante. 

Per raggiungerlo ci sono diverse strategie che le aziende possono adottare, ad esempio promuovendo politiche flessibili di orario di lavoro, con la facoltà di scegliere se lavorare da remoto, quando possibile, offrire supporto attivo nella gestione dello stress e nel mantenimento di uno stile di vita sano, attraverso benefit come la consulenza psicologica, le attività sportive o di fitness.

Inoltre, è cruciale che il management dia l'esempio e promuova concretamente un equilibrio sano tra lavoro e vita privata, incoraggiando i dipendenti a prendersi il tempo necessario per le attività personali ed evitando di inviare e-mail o richieste di lavoro durante le ore serali o nei giorni di riposo.

Segnali importanti stanno arrivando, sia dalle istituzioni che dal mondo aziendale, ma la strada in diversi casi è ancora lunga. Questi sono solo alcuni esempi su come potenziare il work-life balance nei contesti lavorativi ma l'attenzione al work-life balance è senza dubbio centrale anche nelle attività di recruiting, perché contribuisce a rendere più attrattiva l'azienda. Se vuoi approfondire quali servizi possono aiutare la tua azienda a comunicare questo fattore nel modo giusto contattaci.

 

Vuoi rimanere aggiornato sui contenuti dedicati al mondo delle imprese?

Compila il form e iscriviti alla newsletter!