I laureati specialistici biennali del 2011

 

I laureati specialistici biennali hanno alle spalle un percorso scolastico secondario superiore fortemente caratterizzato da studi liceali-scientifici, più di quanto non si registri fra i laureati di primo livello, e sono favoriti dall'ambiente familiare di provenienza che li vede uscire da famiglie con genitori laureati più frequentemente di quanto non si riscontri fra i laureati di primo livello (28,8 per cento dei casi, contro il 24 per cento).

Nell'esperienza formativa dei laureati specialistici si riscontrano indici particolarmente elevati di frequenza alle lezioni (71 laureati su cento dichiarano di avere frequentato regolarmente più dei tre quarti degli insegnamenti previsti). Si riscontra, inoltre, una consistente esperienza di stage, che coinvolge complessivamente 54,5 laureati specialistici su cento (il 78 per cento in quello medico-professioni sanitarie e il 14 per cento nel gruppo giuridico). Più diffusa anche l'utilizzazione delle opportunità di studio all'estero con programmi comunitari: complessivamente 9,3 su cento (4 punti percentuali in più di quanto accertato fra i laureati di primo livello). Il bilancio al termine dell'intero percorso 3+2 restituisce un quadro di esperienze di studio all'estero con programmi europei e con iniziative riconosciute dal corso di studi che hanno coinvolto complessivamente 17,5 laureati specialistici su 100. Un valore elevato e assai prossimo agli obiettivi fissati per il 2020 dai ministri europei.

L'esperienza compiuta con la laurea specialistica risulta ampiamente apprezzata (se sono decisamente soddisfatti 36 laureati su cento, altri 52 esprimono comunque una valutazione positiva) tanto che la gran parte (73,5 per cento) la ripeterebbe nelle stesse condizioni (stesso corso e stesso ateneo). Si tratta di un processo di fidelizzazione superiore all'80 per cento – e dunque particolarmente riuscito – per i laureati specialistici dei gruppi giuridico ed ingegneristico.

Più di un interrogativo pone la quota elevata, 41 laureati su cento, di coloro che terminato il secondo ciclo dell'università riformata aspirano ad un'ulteriore prosecuzione degli studi. Il 12 per cento intende proseguire con un dottorato di ricerca; altri 9 su cento puntano a master universitari mentre poco più del 5 per cento intende indirizzarsi verso un tirocinio/praticantato e una quota analoga verso una scuola di specializzazione. L'intenzione di proseguire riguarda il 79 per cento dei laureati del gruppo psicologico, il 63 per cento dei loro colleghi del gruppo medico-professioni sanitarie, il 56 per cento del geo-biologico, meno di un quarto dei neoingegneri.