Identikit dei laureati 2011

Il quadro che viene restituito dai risultati raggiunti dai laureati che hanno concluso i loro studi nel 2011 conferma una situazione articolata ma complessivamente confortante.

Rispetto all'università pre riforma si è incrementata la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti, è aumentata la frequenza alle lezioni, si è estesa l'esperienza di stage e tirocini svolti durante gli studi, così come le opportunità di studio all'estero (quest'ultima limitatamente ai percorsi di 2° livello). La riforma, dunque, non è stata un fallimento. Piuttosto e inequivocabilmente, su diversi fronti essa ha fatto segnare significativi miglioramenti della performance del sistema universitario.

Chi arriva alla laurea di primo livello proviene da classi sociali meno favorite, tende a studiare sotto casa, forse anche per effetto della moltiplicazione dei corsi universitari, raggiunge il traguardo a 24 anni. Il collettivo è caratterizzato da una maggiore presenza di chi lavora durante gli studi. Poche le esperienze all'estero durante gli studi, si moltiplicano per tre gli stage durante il percorso di studio. E dopo la laurea? La maggior parte dei laureati triennali intende proseguire la formazione, ma chi vuole farlo con la specialistica è il 61%. Tra i laureati specialistici, biennali e a ciclo unico, si riscontra una maggiore selezione sociale: sono giovani più avvantaggiati socialmente e culturalmente, più disponibili alla mobilità tra sedi universitarie, sono quelli con più esperienze di studi all'estero nel curriculum. Anche se una percentuale maggiore lavora durante gli studi, forse per effetto della crisi economica e di carenze nel diritto allo studio.