La valutazione dell'università: una questione di metodo

In Italia, in tempi recenti, si è affermata la tendenza a valutare la performance del sistema educativo attraverso indicatori che guardano con particolare attenzione soprattutto i risultati in uscita (risultati degli esami, tasso di successo scolastico, tasso di dispersione, ecc.). In realtà la qualità e il merito delle università andrebbero valutati a parità di condizioni, cioè tenuto conto della qualità del capitale umano in entrata e delle condizioni di contesto non governate dagli atenei ma che ne influenzano la performance. Per questi motivi, AlmaLaurea intende proseguire sulla strada dell'approfondimento delle tecniche di stima del valore aggiunto. Nella convinzione che il sostegno alle eccellenze, che nei fatti ispira l'idea di valutare il sistema universitario, non comporta necessariamente la rinunzia ad un sistema universitario socialmente inclusivo.

E' peraltro evidente che per valutare gli atenei a parità di condizioni, occorre potere fruire di un meccanismo di rilevazione esteso a tutto il sistema universitario. A questa filosofia sembrano ispirarsi il D.M. 30 aprile 2004, che assegna ad AlmaLaurea il compito di realizzare l'anagrafe dei laureati, il pronunciamento del Parlamento che invita il Governo a valorizzare l'esperienza di AlmaLaurea e la programmazione triennale del MIUR che indica in AlmaLaurea il referente in materia di dati sull'inserimento occupazionale dei laureati. I benefici di questo rafforzamento del quadro informativo vanno oltre la mera questione della valutazione da parte dell'ANVUR e spaziano dal potenziamento delle attività di orientamento, di job placement, di monitoraggio interno, di valutazione e autovalutazione dell'offerta formativa delle università, al miglioramento generale del quadro informativo all'interno del quale famiglie e imprese effettuano le loro scelte e definiscono le loro politiche del personale.