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La professione di Analista e progettista di software

Percorso formativo e caratteristiche occupazionali: tutto quello che c’è da sapere sui laureati che svolgono la professione di Analista e progettista di software.

Le Indagini AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati permettono di valutare le performance formative e gli esiti occupazionali dei laureati che, a cinque anni dal titolo, svolgono la professione di Analista e progettista di software.

 

Il profilo dei laureati che svolgono la professione di Analista e progettista di software

Il 60,5% dei laureati che svolgono la professione di Analista e progettista di software ha conseguito una laurea magistrale biennale in ambito ingegneristico, mentre il 22,4% in ambito scientifico: si tratta in particolare delle classi di laurea in Ingegneria informatica (31,1%), Informatica (14,9%) o Ingegneria elettronica (8,1%).
Si tratta di una professione a prevalenza maschile (80,1%), svolta da laureati che hanno raggiunto il titolo, in media, a 26,8 anni. Il 73,3% ha terminato gli studi al più entro un anno fuori corso (il 38,8% ha concluso nei tempi previsti dall’ordinamento), ottenendo un voto medio di laurea pari a 106,8 su 110. Il 12,2% dei laureati che svolgono la professione di Analista e progettista di software nel proprio curriculum formativo conta esperienze di studio all’estero riconosciute dal proprio corso di laurea e nel 39,5% dei casi tirocini formativi curriculari.
Si dichiarano soddisfatti del percorso universitario concluso: potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, il 73,5% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo.

 

 

Le caratteristiche della professione di Analista e progettista di software

Nell’analisi della figura professionale di Analista e progettista di software è fondamentale tenere presente che il 59,1%, una volta terminati gli studi universitari, ha proseguito la formazione post-laurea: in particolare svolgendo stage in azienda (37,3%), attività sostenute da borsa di studio o assegno di ricerca (12,7%) e collaborazioni volontarie (8,5%).
Il 3,9% degli Analista e progettista di software è impegnato in attività autonome (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.), l’85,3% è assunto con un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 6,0% con un contratto non standard (prevalentemente a tempo determinato).
Il lavoro part-time riguarda il 2,7% degli occupati e la retribuzione è pari, in media, a 1.737 euro netti mensili.
Il 95,4% degli Analisti e progettisti di software lavora nel settore privato. È occupato nel ramo dell’informatica il 54,1% dei laureati, nell’industria metalmeccanica e meccanica di precisione il 9,1% e nell’industria elettronica ed elettrotecnica il 6,6%.
Il 43,0% degli occupati dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università; il 48,5% dichiara di utilizzarle in misura ridotta, mentre l’8,5% per nulla.